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Lavorare oggi

Il mondo del lavoro a portata di Blog - Problematiche ed opportunità

Archivio per la categoria 'News'

Ho un colloquio di lavoro, cosa devo fare?

Ho un colloquio di lavoro, cosa devo fare?Non si può nascondere che il colloquio sia un momento carico di tensione per il candidato che intende di ricoprire quella posizione tanto sperata e come si sa l’ansia gioca brutti scherzi.
Innanzitutto pensa positivo, se ti hanno chiamato per un colloquio è perché la prima fase della selezione (in gergo lo screening dei curricula) l’hai già superata.
Poi se non lo hai ancora fatto procurati più informazioni possibili sull’impresa che offre il posto.
Il giorno dell’appuntamento arriva puntuale, magari un po’ prima, ma non troppo, potresti agitarti nell’attesa e farti “strani film” non troppo ottimistici.
Vistiti in modo sobrio, senza oggetti troppo appariscenti, ma mantieni comunque un tuo stile personale, ma cerca di non essere troppo anticonformista. Se sei un uomo raditi, mentre se sei una donna, un trucco leggero.

Entra sorridendo e stringi la mano in maniera decisa, il selezionatore Continua..

Colloquio di lavoro: meglio la bugia o la verità?

meglio la bugia o la verità?

Gli scaffali delle librerie sono piene di manuali sul perfetto colloquio di lavoro, sulle dritte da seguire, le trappole da evitare, le risposte magiche che garantiranno l’assunzione (ne siamo proprio sicuri?).
Riassumendo, si può affermare che il consiglio fondamentale è quello di vendersi al meglio al selezionatore o al potenziale datore di lavoro, presentandosi come persone competenti, precise, flessibili, desiderose di impegnarsi e assolutamente adatte per quel lavoro.
Ma fermiamoci un attimo a riflettere.
Le situazioni di chi cerca lavoro possono essere sostanzialmente due: o una persona ha bisogno reale, impellente e inderogabile di trovare un impiego, magari perché ha un mutuo da pagare, magari un figlio da mantenere, concrete esigenze Continua..

SCUOLA, FORMAZIONE E LAVORO: L’ITER DA SEGUIRE NELL’ EUROPA UNITA

L’Unione europea ha sempre dedicato una specifica attenzione ai problemi dell’istruzione, consapevole del fatto che investire risorse nella formazione culturale e professionale delle giovani generazioni rappresenta una delle migliori scelte politiche per la progressiva costruzione della Comunità.

A tale riguardo è stato varato il programma denominato “Socrates” che si basa sugli articoli 126 e 127 del Trattato di Maastricht ed è rivolto agli Stati membri. Approvato il 14 marzo 1995, Socrates si articola in capitoli ed azioni: il capitolo I, chiamato “Erasmus”, è dedicato all’istruzione superiore (post-secondaria in genere) e prevede azioni consistenti nella creazione di programmi e di corsi di dimensione europea, con mobilità di studenti e di docenti e sviluppo di programmi interuniversitari di cooperazione “Pic”.

Il capitolo II consta del programma “Comenius” sull’istruzione scolastica dalla materna alla secondaria superiore ed ha come obiettivi l’elaborazione e l’attuazione di progetti educativi europei (Pee), l’istruzione dei figli di lavoratori migranti, dei lavoratori Continua..

UN’ ALTERNATIVA AL LAVORO TRADIZIONALE: IL VOLONTARIATO.

UN’ ALTERNATIVA AL LAVORO TRADIZIONALE: IL VOLONTARIATO.

Secondo le più recenti statistiche un italiano su quindici è impegnato in attività volontarie. Si registra, dunque, una sensibile crescita dell’impegno sociale profuso dai cittadini di ogni ceto e condizione a titolo assolutamente volontario e gratuito.

E’ stato calcolato che lo Stato italiano, grazie all’opera capillare ed efficiente del volontariato, risparmia ogni anno circa otto milioni di euro.

Per riuscire a descrivere in modo esauriente il complesso tema del volontariato, è indispensabile innanzitutto superare le vecchie concezioni che, ancora fino a qualche decennio addietro, collegavano gli interventi volontari ad arcaiche forme di pietismo o di assistenzialismo.

Al contrario, nell’attuale contesto storico, in una società occidentale caratterizzata sempre di più da una progressiva divaricazione tra fasce sociali opulente e sacche di emarginazione e povertà, il fenomeno del volontariato è la manifestazione della crescita della Continua..

A QUANDO NUOVE LEGGI PER FAVORIRE L’OCCUPAZIONE?

A QUANDO NUOVE LEGGI PER FAVORIRE L’OCCUPAZIONE?Il problema dell’occupazione interessa chiunque, giovani e non, alla disperata ricerca del famigerato “posto di lavoro”.

C’è chi insegue i suoi sogni, portati avanti attraverso studi che hanno trasformato i suoi castelli in aria in solide ambizioni e chi, ormai col trascorrere del tempo, si è disilluso, e quindi aspira semplicemente ad un lavoretto, qualunque esso sia, che gli consenta di potersi costruire un solido futuro.

Il Parlamento italiano ha varato negli anni numerose leggi in aiuto della disoccupazione, con particolare riguardo a quella giovanile.

Di speciale valore storico-sociale è la legge numero 863 del 1984 che ha avviato i giovani di età compresa fra i quindici e i ventinove anni, regolarmente iscritti nelle liste di collocamento, verso i contratti di formazione e lavoro. Si tratta di contratti di lavoro a tempo determinato, per un periodo massimo di due anni, caratterizzati da attività di formazione professionale alle dipendenze di un imprenditore che, come contropartita da parte dello Stato, fruisce di specifici sgravi nel versamento dei contributi obbligatori.

Al termine del contratto, il giovane, che può essere assunto dalla stessa ditta presso la quale si è formato, riceve un attestato che certifica il tirocinio professionale svolto e che è, pertanto, immediatamente spendibile nel mercato del lavoro.

Sfortunatamente, come troppo frequentemente accade, i contratti di formazione e lavoro hanno raggiunto solo in parte gli obiettivi prefissati e non sono stati pochi i casi di abusi.

Un’altra importante legge per favorire l’occupazione è la legge Treu, così chiamata in onore del ministro del lavoro Tiziano Treu che l’ha presentata. Stiamo parlando della legge numero 196 del 1997 che ha offerto un’opportunità d’impiego ai giovani residenti nel Mezzogiorno e nelle province più colpite dalla disoccupazione.

La legge consta di due strumenti: i lavori di pubblica utilità con progetti simili a quelli dei lavori socialmente utili (ad esempio servizi alle persone, recupero dei beni culturali, tutela dell’ambiente…) e le borse di lavoro per Continua..

Il mondo del lavoro sta cambiando: l’Italia dei Precari

l’Italia dei Precari

In Italia è in continuo aumento il popolo dei precari. Sì, coloro che “campano” attraverso contratti a termine, collaborazioni, co. co. pro, lavori interinali. Il fenomeno sta dilagando rapidamente in tutti i settori: dagli avvocati ai vigili del fuoco, dagli infermieri ai giornalisti, dai ricercatori universitari a i rilevatori dell’Istat che compiono le ricerche sul precariato (sembrerebbe una barzelletta). Cifre si riscontrano anche nel mondo dello sport dilettantistico, gli atipici infatti sono circa l’84 %.

Non è semplice quantificare il fenomeno. Sulla base di un rapporto dell’Osservatorio permanente sul lavoro atipico, nato dalla collaborazione tra Nidil-Cgil, Ires e La Sapienza, i lavoratori parasubordinati nel 2006 erano oltre un milione e cinquecentomila. Ma se a questi lavoratori aggiungiamo i contratti a termine e altre forme di lavoro a tempo, oggi arriviamo a circa cinque-sei milioni di precari.

Si tratta del 13-15 % dei lavoratori italiani. Un dato destinato a crescere ulteriormente se si considerano anche i nuovi assunti. Solitamente per ogni tre assunti, due sono atipici.

Secondo l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale, meglio conosciuto come Isfol, il contratto atipico viene imposto all’ 81 % dei co. co. pro che però, spesso, sono dei dipendenti a tutti gli effetti. A tal proposito il Ministero del Lavoro ha avviato dei controlli antiabusi su novantamila contratti a progetto.

Bisogna poi sfatare un mito, quello che i precari sono tutti giovani. I dati statistici mostrano invece che l’età media dei collaboratori a progetto è di trentasei anni, età in cui molto spesso si ha anche una famiglia, impresa non facile da portare avanti.

A Roma è emerso il “Caso Atesina”: il più grande call center d’Italia è diventato simbolo della lotta alla precarietà. Atesia è il primo call center in Italia per importanza e l’ottavo al mondo.

Riceve circa trecentomila telefonate al giorno e ha quattromila operatori solo nella sede romana di Cinecittà. Già a partire dal 2000 è iniziata da qui la lotta contro la precarietà nei call center.

Un ex dipendente ha affermato che Continua..

Cosa di ipotizzava, alle soglie del nuovo Millennio, sul LAVORO

Lavoro nel mondo ed in ItaliaSiamo già nel 2008. Tante erano le ipotesi alle soglie del nuovo millennio su un tema importante come il lavoro.

Che svolta avrebbe assunto l’attività lavorativa? Questo è stato uno degli argomenti più spinosi e complessi, oggetto delle più svariate interpretazioni.

Ogni nazione ha e ha avuto i suoi problemi al riguardo, anche in relazione a ragioni di carattere storico-culturale e socio-economico, oltre ovviamente a motivi di natura politico-istituzionale.

A livello mondiale i dati prima del nuovo secolo risultavano essere i seguenti.

Sta diventando sempre più conveniente e redditizio sostituire gran parte della mano d’opera, anche specializzata, con macchinari ed attrezzature sempre più sofisticate.

Solo il personale altamente qualificato e disposto a migliorarsi costantemente riuscirà a resistere all’onda d’urto delle innovazioni tecnologiche.

In base ad un rapporto del “World economic forum” e dell’Istituto svizzero per lo sviluppo del management, combinando i livelli d’istruzione, i corsi di formazione e la motivazione al lavoro, si ottiene questa classifica dei primi sette Paesi del mondo:

1° Singapore - 2° Danimarca - 3° Germania - 4° Giappone - 5° Norvegia - 6° Stati Uniti - 7° Austria. Come possiamo notare l’Italia non c’è!

Nel mondo occidentale si avrà una progressiva riduzione degli orari di lavoro, ma i grossi interrogativi sono: gli stipendi resteranno adeguati? Le coperture assistenziali e previdenziali proteggeranno sufficientemente i lavoratori? Il generale riordinamento del Welfare State  (lo Stato assistenziale) creerà situazioni critiche con sacche di povertà e regioni depresse? Si pensi, a proposito del Bel Paese, che cosa potrebbe succedere al già martoriato Mezzogiorno d’Italia.

E’ prevedibile una crescita generalizzata dei servizi, probabilmente più privati che pubblici, almeno in certi settori specializzati.

La scuola superiore e l’Università dovranno collegarsi realmente ed efficacemente al mondo del lavoro per preparare professionisti che, comunque, avranno la necessità di specializzarsi costantemente per evitare di essere espulsi dal mercato occupazionale.

Il lavoro stabile, almeno nei Paesi occidentali, diventerà progressivamente un’utopia. Occorrerà, perciò, sapersi riciclare, “flessibilizzando” la propria professionalità in relazione alle esigenze emergenti. Aumenteranno i “contratti in affitto”, i lavori part-time, il telelavoro (a casa, davanti al computer collegato all’azienda) ed altre forme di lavoro non stabile.

E’ evidente che tali tendenze potranno modificarsi a seguito di precise scelte politiche, sia a livello nazionale che internazionale.

Questo è quanto, a grandi linee, veniva auspicato circa dieci anni fa. A leggere queste righe viene l’impressione che Continua..

eBay ed Drop Shipping: la nuova frontiera del lavoro da casa

Dropship ed eBay

Sono oltre 16000 gli italiani che ormai lavorano, vendono e guadagnano solo grazie ad eBay ed alle vendite online in generale.

Eppure, malgrado ormai sia internet sia alla portata di tutti, si senteno quotidianamente notizie riguardo la disoccuppazione, la difficoltà di trovare lavoro, ecc, ecc

Ma siamo sicuri che manca davvero il lavoro o forse manda l’intraprendenza delle nuove genearazioni? Come mai questi oltre 16.000 persone non hanno usato il loro tempo per mandare curriculum, ma hanno cercato e trovato una buona opportunità per crearsi un’attivita propria ed online?

Lavorare online vuol dire non avere orari, non avere padroni, non avere scadenze da rispettare; vuol dire essere indipendenti ed artefici del proprio futuro.

Mi rendo conto che molto che a volte si preferisce essere dipendenti e non pensare e non avere responsabilità, ecc, ecc… ma è anche vero che andare a fare un lavoro che magari non ci piace, lavorare per 8-10 ore al giorno per poi prendere pochi spiccioli, che si potrebbero guadagnare con qualche ora di lavoro online… beh mi sembra un po’ assurdo.

E’ vero che crearsi un’attività propria online non è facile, ma ultimanente le risorse per imparare sono tantissime e molte anche gratuite e di ottimo livello.

Una di queste è ad esempio un video corso, orami famosissimo sul web, riconosciuto come una vera e propria Bibbia per chi vuole intraprendere un’attività di vendita online ed in special modo su eBay.

Realizzato da Daniele Penna ( che in molti definiscono il “Guru” di eBay e padre del Drop Ship in Italia) il Video Corso “Come diventare un venditore eBay di Successo” in oltre 10 ore di Video Corso totalmente gratuito ti consente di diventare un esperto di eBay e delle vendite online, ma sopratutto di offre possibilità concrete di avviare un’attività indipendente senza investire un centesimo !!

Si!! Hai letto bene… perchè sempre l’autore di questo corso è stato il primo ed in Italia è ancora l’unico ad avere importato ed adeguato in Italia un sistema chiamato DROP SHIPPING il quale ti permette di Continua..

Focaccia d’Altamura batte McDonald’s

Focaccia d’Altamura batte McDonald’sIl colosso McDonald’s sconfitto da una semplice focacceria?No, non è una barzelletta, la vicenda è avvenuta realmente e ne ha parlato addirittura la stampa internazionale.

Siamo ad Altamura, in provincia di Bari. Un giovane di nome Luca Di Gesù nel 2001 ha aperto una focacceria in piazza Zanardelli, nel centro di Altamura. Nella piazza, l’anno precedente era stato inaugurato un McDonald’s.

Rischioso tentativo di affermazione dato che tutti conoscono il successo della celebre casa dell’hamburger che spopola nel mondo. Eppure Luca ha voluto provarci lo stesso, reduce anche da una tradizione di famiglia. Infatti già suo padre e suo nonno sono fornai e lui, fin da bambino, si è dilettato nel forno di famiglia.

Bene, il McDonald’s chiude nei primi mesi del 2003. Fattore determinante: il successo del forno del nostro protagonista.

La maggior parte delle persone nei primi tempi si recava al McDonald’s, poi sentendo gli odori che provenivano dal forno accanto, abbandonava il glorioso panino e si dirigeva nel negozietto. Sì, negozietto, poiché inizialmente, date le eccessive spese per l’apertura, il forno non disponeva nemmeno di un’insegna, né aveva al suo interno posti a sedere. Un semplice “take away” che sprigionava ottimi odori e genuini sapori ha soppiantato un colosso diventando meta di studenti, professionisti e comitive di ragazzi.

La clientela via via è aumentata a dismisura.

La storia inizialmente non ha suscitato troppo clamore. Ne ha parlato un giornalista di “Panorama” qualche anno dopo e tutto sembrava finire lì.

Invece, nel gennaio 2006, una nuova intervista da parte di un corrispondente italiano di “Libèration”, e da qui l’incalzarsi del successo. Buona parte della stampa internazionale si è mostrata interessata all’evento, anche il “New York Times” tanto che nella focacceria del nostro fornaio c’erano sempre radio e tivù.

Uno studente universitario ha presentato di recente una tesi in marketing alimentare dal titolo “Il locale che batte il globale”, chiaro ed esemplificativo.

Ma non finisce qui. Nel 2006 è nata anche l’idea di realizzare un film sulla vicenda.

Luca Di Gesù era presente al Salone del Gusto di Torino dove, il produttore pugliese Alessandro Contessa, si mostrò interessato a realizzare un film sulla sua storia.

Nel 2007 le riprese sono iniziate a New York. Si tratta di un docu-film dal titolo “Focaccia blues”. Lo stesso Di Gesù ha una parte da interpretare, veste i panni di se stesso in un’intervista in cui racconta la sua storia.

Il cast è costitiuto da attori pugliesi di fama: Michele Placido, Renzo Arbore, Lino Banfi.

Una particina è stata data anche al governatore pugliese Nichi Vendola.

Le riprese sono terminate da qualche mese e l’uscita nelle sale è prevista per il prossimo autunno.

Ma tornando al negozio, cosa gli avrà Continua..

Nasce Lavorare Oggi: Blog dedicato al mondo del Lavoro in Italia

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